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Giornate Fai di Primavera, ecco cosa visitare ad Ostra

Due giorni, sabato 23 e domenica 24 marzo

Monumento ai caduti di Ostra

Tornano anche quest’anno a Ostra la Giornata del FAI di Primavera per scoprire tutte le bellezze ancora sconosciute della Città.

Sabato 23 e domenica 24 marzo Ostra proporrà un Viaggio Virtuale negli antichi edifici della Città, con la visita guidata di vari edifici che delineano la Piazza dei Martiri. I giovani Ciceroni delle classi medie dell’Istituto Menchetti estenderanno le visite anche al Monumento dei Caduti di Ostra a cento anni dalla fine del secondo conflitto bellico.

Sarà un vero weekend dedicato al patrimonio culturale Ostrense non solo da scoprire e da conoscere ma anche da proteggere. Scopriamo ora la storia della distrutta Chiesa di San Giovanni in Laterano parte integrante del viaggio virtuale del Fai

Nella centralissima piazza dei Martiri, di fronte alla chiesa di San Francesco, di fianco al palazzo comunale, vi era sino al 1950, in circa, una Chiesa sotto il titolo di San Giovanni, costruita in “solio Lateranensis”, cioè costruita su terreno di proprietà della Basilica Romana di San Giovanni in Laterano.

La chiesa non risulta ancora esistente nello Statuto del 1366, che mostra chiaramente la configurazione della piazza e pone al posto della Chiesa di San Giovanni un “loggiato del Comune” usato probabilmente per le riunioni al coperto del parlamento generale, in caso di maltempo. La prima notizia della Chiesa risale quindi allo Statuto del 1454, ove traspare che la Chiesa è ben inserita nel contesto storico locale. Un altro documento del 1472 la vede invece alle dipendenze della commenda di San Marco di Fano e soggetta all’ordine dei Cavalieri Gerosolimitani. Vicino alla Chiesa vi era anche un ospedale-ospizio che venne gestito e amministrato dall’omonima Confraternita.

La Torre dell’orologio, invece, è un monumento a sé stante, e fu edificato nel 1552, dalla Magistratura Bodiese.

Le due costruzioni, chiesa-torre, armonizzate tra di loro, si presentavano ben ornate e facevano bella mostra di sé, così vi fu nel 1770 il progetto di elevare San Giovanni a chiesa collegiata.

Al suo interno, tra i diversi oggetti d’arte, ricordiamo le diverse pale d’altare tra cui quella di Andrea Sacchi (1599/1661) raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio e San Tommaso d’Aquino (ora presso la Soprintendenza di Urbino); la Madonna del Carmine di Carlo Maratta (1625/1713) ora in San Francesco; la tela del francese Francesco Perrier (1590/1650) restaurata nel 1998, raffigurante S. Galla e il Sacro Collegio con il Pontefice che riceve da un Angelo un quadro di Maria; infine la tela di Claudio Ridolfi (1570/1644) raffigurante i due San Giovanni ora presso la chiesa di Casine. Prezioso anche l’organo che venne venduto alla chiesa Parrocchiale di San Gregorio oltre il Misa. Tra le sculture lignee San Romualdo e San Francesco Saverio attualmente presso l’istituendo museo Comunale.

Forte anche l’associazionismo Confraternitale con la presenza di due sodalizi; quello di San Giovanni (vestiva il sacco bianco), l’altro del Carmine (vestiva il sacco Carmelitano).

L’ultima notizia della Chiesa, risale al 16 luglio 1944 quando un bombardamento aereo compromise per sempre la stabilità dell’edificio che venne demolito e ricostruito presso la frazione di Casine.

Pubblicato Lunedì 18 marzo, 2019 
alle ore 9:24
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